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(ANSA) – CALTANISSETTA, 20 GEN – Sulla strage di via
D’Amelio, costata la vita al giudice Paolo Borsellino e alla sua
scorta, fu “costituita una verità che in un determinato momento
storico si è voluta accreditare”, una verità di comodo, dunque,
basata su dichiarazioni false: lo scrivono, confermando la tesi
del depistaggio dell’inchiesta sull’attentato i giudici della
corte d’assise d’appello di Caltanissetta che oggi hanno
depositato le motivazioni della sentenza che ha confermato la
condanna all’ergastolo per i boss Salvo Madonia e Vittorio
Tutino, imputati di strage e la condanna a 10 anni dei “falsi
pentiti” Francesco Andriotta e Calogero Pulci, accusati di
calunnia. (ANSA).
   


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