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È passato un mese esatto dalla scomparsa di Laura Perselli e Peter Neumair, i genitori di Benno Neumair. A trenta giorni dall’inizio delle ricerche, il giallo di Bolzano tiene ancora banco rivelando una trama ben più fitta e nodosa di quanto si profilasse in tempi non sospetti. I corpi dei coniugi Neumair, dispersi verosimilmente nel fiume Adige, non sono ancora stati intercettati dai vigili del fuoco che, ormai dallo scorso 5 gennaio, si adoperano quotidianamente nelle attività di ricerca. Intanto, Benno resta l’unico indagato del caso – l’accusa è di duplice omicidio e occultamento di cadavere – mentre la mole indiziaria a suo carico raccolta dai Ris, tra la villetta di via Castel Roncolo, gli interni della Volvo di famiglia e il ponte Ischia-Frizzi, diventa sempre più consistente. Da ultimo, il rinvenimento di un altro flacone di acqua ossigenata che il ragazzo potrebbe aver adoperato per ripulire la scena del crimine dopo aver commesso il misfatto. Ma c’è dell’altro. Benno sarebbe stato in compagnia di una ragazza il giorno in cui si è recato presso il negozio di vendita all’ingrosso dei prodotti per la pulizia. L’identità della donna, al momento, resta irrivelata; l’unica certezza è che non fosse Martina, l’amica argentina a cui il 30enne avrebbe affidato i vestiti indossati la sera del 4 gennaio.

La ragazza misteriosa

La vicenda diventa sempre più fitta di dettagli ed elementi nuovi. Stando a quanto riporta Libero Quotidiano, il 12 gennaio scorso, Benno sarebbe stato avvistato a bordo della Volvo V70 in compagnia di una ragazza misteriosa. I due avrebbero fatto sosta all’autolavaggio diTreff Laimer, in via Merano 22, proprio nel giorno in cui trentenne ha fatto scorta di acqua ossigenata. L’identità della donna, al momento, resta riservata agli inquirenti. L’unica certezza è che non si tratti di Martina, l’amica argentina indagata per favoreggiamento a cui il giovane avrebbe affidato i vestiti da lavare la sera del 4 gennaio. Di chi si tratta e in che misura può essere coinvolta nella tragica vicenda?

Acqua ossigenata per cancellare le prove?

Benno avrebbe acquistato non uno ma ben due flaconi di acqua ossigenata. Secondo la ricostruzione ultima degli investigatori, il ragazzo le avrebbe adoperate per cancellare tracce di sangue dalla Volvo in cui avrebbe caricato i cadaveri dei genitori. Ma data l’ingente quantità del prodotto acquistato – pare trattarsi di 2 flaconi da 800 millilitri – uno gli sarebbe servito per ripulire verosimilmente la scena del crimine, ovvero, l’abitazione di via Castel Roncolo. È all’interno della villetta “Liberty” che, secondo l’accusa, si sarebbe consumato il delitto. I coniugi Neumair sarebbero stati dapprima avvelenati, poi trasportati in prossimità della località Ischia-Frizzi e gettati nell’Adige. Per questo motivo, i Ris continuano a scandagliare ogni anfratto della casa, certi che la chiave di volta del delitto sia celata tra quelle mura silenziose. Anche i cellulari di Laura e Peter potrebbero essere sepolti da qualche parte in giardino. Ipotesi meno probabile è che siano andati a fondo con le salme nel fiume.

La personalità “violenta” di Benno

A 25 giorni dall’arresto, lunghe ombre si addensano attorno al carattere “irrascibile” del body-builder. Istruttore di fitness, assuntore abituale di anabolizzanti e insegnante di matematica in una scuola elementare. È quanto, ad oggi, si conosce del 30enne finito sotto i riflettori della cronaca per la scomparsa sospetta dei genitori. Ma non è tutto. La presunta condotta aggressiva del giovane è stata testimoniata anche dai colleghi e dai genitori della scuola dove insegna. Tra questi un episodio in particolare, che lo avrebbe visto minacciare un’altra professoressa davanti ad una classe. E persino le voci dei padroni dei cani del parchetto prossimo alla villetta dei Neumair ora si levano contro Benno. “Mi ha detto a brutto muso di tenere il cane al guinzaglio“, racconta un testimone alla cronista di Libero. Che ci fossero delle frizioni familiari è, ormai, un dato di fatto. Lo comprovano sia gli audio che Laura Perselli ha inviato ad un’amica prima della scomparsa, sia l’atteggiamento defilato di Madè, la sorella medico e scrittrice del trentenne. “Vogliamo solo sapere la verità“, ha fatto sapere tramite l’avvocato bolzanino Carlo Bertacchi.

Il dossier da mille pagine

Passato un mese, gli inquirenti sono convinti di saperne di più ed hanno preparato un corposo dossier di circa mille pagine. Fra le ipotesi dei reato iscritte al giovane (in stato di carcerazione preventiva e accusato di duplice omicidio e occultamento di cadavere) ci sarebbe anche quella di aver “ritardato” l’allarme di parecchie ore. Stando a quando rivela il quotidiano L’Adige, Sabato scorso il giudice per le indagini preliminari Carla Scheidle ha convalidato per Benno il provvedimento di fermo e disposto la custodia cautelare in carcere ritenendo sussistenti i pericoli di inquinamento delle prove, di fuga e di reiterazione del reato. Intanto, il pool difensivo naviga a vista nell’attesa di consultare l’ampio dossier deposto in procura. Intanto, Benno resta in silenzio avvalendosi della facoltà di rispondere. “Parlerà”ai prossimi interrogatori”, assicurano i suoi legali.


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