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Bloccare il contagio mediante l’utilizzo del vaccino di AstraZeneca potrebbe non essere la strada giusta per sconfiggere il coronavirus. L’immunologa dell’Università di Padova, Antonella Viola, con un messaggio pubblicato su Twitter ha sostanzialmente bocciato il piano di Arcuri che prevede l’uso del farmaco per fermare le infezioni da Covid. Il motivo, secondo l’esperta, è legato alla “mancanza di dati che dimostrino che il vaccino blocca il contagio”. La Viola ha sottolineato che oggi si sa solo “che blocca la malattia in circa 6 su 10 vaccinati”.

Nuovi vaccini

Cautela, quindi. Ma il lavoro delle varie cause farmaceutiche per trovare e produrre le dosi del farmaco anti-coronavirus va avanti.“Prima di Pasqua potremmo avere cinque vaccini in totale. Due sono quelli già arrivati, poi abbiamo AstraZeneca e sono stati presentati da parte di J&J i dati del suo vaccino efficace dopo una dose, poi c’è Novavax che è particolarmente avanti”. È quanto ha dichiarato Armando Genazzani, rappresentante italiano al Chmp (Committee for medical products for humans use) di Ema, l’Agenzia europea del farmaco, nel corso del programma “Buongiorno” su Sky TG24.

Lo stesso Genazzani ha ricordato che sul vaccino di AstraZeneca, negli ultimi giorni al centro dell’attenzione per i dubbi sulla distribuzione a tutte le fasce di età, ci sono luci ed ombre. L’esperto ha spiegato che il farmaco “arriva con delle prove di efficacia più basse, nel senso che non ha ancora completato tutti gli studi che ci aspettavamo. Ha un’efficacia per il singolo leggermente inferiore”. Tuttavia il vaccino ha anche un “grandissimo vantaggio che è quello di poter essere somministrato anche al di fuori dell’ospedale, non deve subire la catena del freddo“. E questa caratteristica, secondo il rappresentante italiano al Chmp, “ci aiuterà moltissimo in questa campagna vaccinale”. “Vorrei chiarire che il vaccino di AstraZeneca è di “serie A”, un ottimo vaccino. Quello che ha dimostrato negli studi clinici è di ridurre la possibilità di contrarre una malattia sintomatica come hanno dimostrato gli altri due vaccini. Riduce più del doppio la possibilità di contrarre la malattia, di quasi due terzi”, ha affermato ancora Genazzani.

La scorsa settimana l’agenzia europea del farmaco ha detto sì al vaccino di Oxford-AstraZeneca. Il farmaco sarà in commercio per tutti gli adulti, anche per gli over 55. Ma la Germania ha già fatto sapere che lo inietterà solo alle fasce di popolazione più giovani. Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso perplessità sull’utilizzo delle dosi per i senior dopo che gli stessi esperti dell’Ema hanno ammesso di non avere tutti i dati sull’efficacia per quella fascia di età.

La posizione dell’Aifa

Nel nostro Paese l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha autorizzato il vaccino AstraZeneca per la prevenzione della malattia Covid-19 nei soggetti al di sopra dei 18 anni, come da indicazione Ema. “L’arrivo di un terzo vaccino rappresenta un importante contributo alla campagna vaccinale in corso”, ha commentato il dg di Aifa Nicola Magrini secondo cui l’Agenzia “ha fornito indicazioni per ottimizzare l’utilizzo dei vaccini esistenti sfruttandone al meglio le diverse caratteristiche”. Lo scorso sabato la Commissione tecnico-scientifica (Cts) dell’Agenzia ha confermato la valutazione dell’Ema sull’efficacia (59,5% nella riduzione delle infezioni sintomatiche da Covid-19) e sul rapporto beneficio/rischio favorevole del vaccino. In una nota l’Aifa ha evidenziato che oggi esiste “una valida opzione aggiuntiva nel contrasto della pandemia, anche in considerazione della maggiore maneggevolezza d’uso di questo vaccino”. Si tratta di uno strumento che rafforza la campagna vaccinale in Italia e “seppure i dati a disposizione indichino una efficacia inferiore a quella degli altri due vaccini disponibili, la comparazione tra i tre vaccini è difficile, tenuto conto delle diversità delle popolazioni studiate e della necessità di completare gli studi”.

I dati degli studi registrativi del vaccino AstraZeneca mostrano un livello di incertezza nella stima di efficacia nei soggetti sopra i 55 anni, in quanto tale popolazione, nella quale si è tuttavia osservata una buona risposta anticorpale, era scarsamente rappresentata. Nell’attesa di ulteriori dati il Cts ha suggerito un utilizzo preferenziale dei vaccini a Rna messaggero nei soggetti più anziani e/o più fragili. Quello di Astazeneca, invece, è indicato in modo preferenziale nei soggetti tra i 18 e i 55 anni, per i quali sono disponibili evidenze maggiormente solide. La Commissione si è riservata infine di fornire indicazioni puntuali su aspetti più specifici, quali l’intervallo tra la somministrazione delle due dosi, a seguito di ulteriori approfondimenti.


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