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Un esordio felice di nome e di fatto. Il nuovo direttore creativo di Courrèges si chiama Nicolas Di Felice. 37 anni, belga, formato alla Accademia di La Cambre a Bruxelles. Uno stile pulito che ha imparato da Nicolas Ghesquière con cui ha lavorato per dodici anni. Prima era da Balenciaga e poi da Louis Vuitton. Non solo, ha affiancato anche Raf Simons da Christian Dior.

Courregès

Courregès

La lezione di André Courrèges

Era giusto che, questo ragazzo di seconda fila, avesse finalmente la direzione creativa di una Maison. La scelta è caduta su Courrèges, storica griffe parigina, nata nel 1961. Oggi fa parte del gruppo Artémis, la holding di famiglia di François Pinault. Qualcuno già negli Anni Sessanta parlava di una moda fatta con la squadra e il compasso. Fu proprio André Courrèges (1923-2016), ingegnere civile, pilota di aerei durante la Seconda Guerra Mondiale, ad inventare la moda spaziale, ancor prima che gli astronauti mettessero piede sulla luna. Sarà un caso ma il 19 febbraio di quest’anno c’ è stato lo sbarco del rover Perseverance su Marte. Courrèges e lo spazio sono una costante.

Courregès

Courregès

La collezione che guarda al futuro

La silhouette ripresa da Nicolas Di Felice  per il prossimo autunno inverno è geometrica, con accorgimenti eco-sostenibili e l’inserimento di tessuti tecnici come il jersey stretch. Gonne e abiti a trapezio, pantaloni leggermente a zampa, giacche corte, cappotti che si fermano sopra il ginocchio. Il logo in bella vista su borse e valigie. Il video merita di essere guardato sul sito courreges.com. Girato a Aubervilliers, alla Station Gare des Mines, le modelle camminano dentro  un cubo bianco. Un effetto che si capisce solo alla fine quando si alza un drone.

Rick Owens

Rick Owens

La prospettiva di Rick Owens

Anche il designer californiano Rick Owens prende le cose dall’alto. Le prime immagini mostrano un pontile del Lido di Venezia. Il mare è filmato, anche in questo caso, con un drone. L’immagine è fissa, non si sente nulla, poi d’improvviso in fondo al pontile-passerella si scorge una fumata bianca. Il videoshow è una vera sfilata all’aria aperta, dura 18 minuti e ha tutti i ritmi lenti del caso. Il fitting (viene freddo solo a guardare le modelle) si svolge open-air.

Maxi piumini e destrutturazioni

Le ragazze incedono avvolte in lunghissimi piumini neri o bianchi a cappa. Non a caso Rick Owens ha recentemente realizzato una collaborazione con Moncler. Le modelle appaiono malinconiche. Somigliano a Meryl Streep nel film «La donna del Tenente francese».  La collezione è basata sulle sovrapposizioni, i giochi di lunghezze sulle maniche, i leggings lucidi. Le mascherine partono dal naso e diventano gorgiere. Spesso viene inquadrato il designer mentre sistema le modelle, affiancato dalle vestiariste. Chi ha familiarità con questo ambiente viene assalito da un piccolo magone: mancano i giornalisti con i taccuini, le troupe televisive, il parapiglia del dopo-sfilata e gli spintoni.


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