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TORINO. Torino e la Coppa Davis, un legame che nasce da lontano: per la precisione nel 1928. L’Italia il suo primo match in assoluto l’aveva giocato sei anni prima, a Roehampton, rimediando le briciole contro gli inglesi dopo aver passato un turno per il ritiro del Giappone. Nel ’28, a Torino, ci rifacemmo contro le «Indie Inglesi», al Tennis Club Juventus di corso Marsiglia – l’India, ancora sotto l’impero britannico – di Mohammed Sleem, di cui Uberto De Morpurgo, capitano giocatore, e Giorgio de’ Stefani si liberarono facilmente. Prima della seconda guerra mondiale, nel 1931, passò in città anche l’Olanda, battuta 3-0 al glorioso Stadium, con il pubblico dei posti più popolari che si affacciava bizzarramente sul campo dall’alto, proprio dai settori più alti dell’impianto. Passata la bufera, nel primo dopoguerra Torino stata spesso teatro di match di coppa, ben tre nel biennio 1948-’49, mentre nel 1953 furono Fausto Gardini, Merlo, Cucelli e Del Bello a fermare lo squadrone svedese composto da Davidson e dal futuro coach di Bjorn Borg, Lennart Bergelin. Nel 1964, dopo la vittoria sul Cile ospitato sul centrale dello Stampa Sporting, arriva la prima sconfitta interna incassata in città dagli azzurri, la vendetta degli svedesi che passano 3-1, sempre allo Sporting. La sfida del 1970 con la Cecoslovacchia al TC Monviso di Grugliasco, è storica perché segna il debutto in Davis di Adriano Panatta, che però con Massimo Di Domenico deve inchinarsi agli ospiti. Adriano batte Kukal e con Di Domenico strappa anche il doppio, portando l’Italia sul 2-1, ma cede poi a Kodes nel match decisivo. Nel 1973 a Corrado Barazzutti tocca invece il ruolo di mattatore: batte Juan Gisbert e il grande Manolo Santana trascinando l’Italia alla finale della zona B Europea – allora il formato era molto diverso… – dove poi si fermerà, contro la Cecoslovacchia, priva di Panatta e Bertolucci per la questione del boicottaggio a Wimbledon.

Siamo entrati nell’epoca moderna, nella quale si diradano le visite della Zuppiera a Torino. Nel 1980 lo squadrone composto da Panatta, Barazzutti Bertolucci e dall’albese Ocleppo, sulla strada della finale di Praga a Grugliasco demolisce 5-0 una Svizzera ancora lontana dall’era Federer. Al 2013 risale l’ultimo capitolo: indoor, al Pala vela, è il davisman nato Fognini a guidare l’Italia ad un faticato successo sulla Croazia per 3-2. 


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