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È entrato in funzione a pieno regime da metà di dicembre l’impianto di estrazione di idrocarburi di Tempa Rossa, in provincia di Potenza, considerato tra i più ricchi dell’Europa continentale. Con lo sfruttamento del greggio e del gas metano contenuti nel sottosuolo scatterà anche l’accordo sottoscritto lo scorso febbraio tra la Total (la multinazionale che ha i diritti su Tempa Rossa) e la Regione Basilicata che prevede una serie di compensazioni per le comunità locali. A margine di questo, ce n’è un’altro di portata economica sicuramente minore ma significativo dati i tempi in cui viviamo: la multinazionale francese si è impegnata a fornire gratuitamente tamponi e altro materiale per lo screening del Covid agli abitanti di Corleto Perticara, il comune lucano nel cui territorio è compreso il giacimento.

Tamponi e screening per tutti

La notizia dello scambio «tamponi per petrolio» è confermata da Mario Montano, sindaco di Corleto Perticara, 2.500 abitanti, in provincia di Potenza. «Quello di cui parliamo – precisa il primo cittadino – non è l’accordo generale per le misure di compensazione ambientale, che è molto articolato. In periodo di pandemia, tuttavia, i dirigenti della Total si sono dimostrati sensibili alle esigenze del territorio e ci hanno messo a disposizione tamponi antigenici, materiale per la sanificazione e personale per l’esecuzione di una campagna di screening contro il coronavirus. Tutte risorse che il nostro municipio non avrebbe potuto permettersi». La Total effettua già, con una sua equipe, controlli periodici sui suoi dipendenti. «Ci è sembrata una iniziativa opportuna – prosegue Montano – nel momento in cui Corleto diventa il centro di una viavai di persone e mezzi che potrebbe rivelarsi rischioso. Una prima fornitura era già stata consegnata in coincidenza con la prima ondata di contagi la scorsa primavera».

Metano gratis e 50 centesimi a barile

Come ha fatto notare Montano, l’aiuto fornito alla comunità di Corleto non ha a che vedere con l’accordo quadro raggiunto tra la Totale la Regione che è assai più corposo e prevede una serie di royalties e vantaggi per l’intero territorio lucano. Secondo quanto reso noto dal sito della Regione stessa i concessionari del giacimento si impegnano a versare un contributo di 50 contesimi per ogni barile di greggio estratto, contributo che potrebbe variare in base alle quotazioni del petrolio. Il gas naturale estratto assieme all’«oro nero» verrà fornito gratuitamente alle case e alle aziende della Basilicata per un minimo di 40 milioni di metri cubi l’anno per 30 anni. La Total finanzierà inoltre progetti di sviluppo sostenibile per un importo di 25 milioni di euro a quinquennio; verrà infine istituita una rete di monitoraggio ambientale per un importo di 3 milioni di euro.

I numeri di Tempa Rossa

Dopo i collaudi partiti a febbraio i pozzi di Tempa Rossa hanno toccato a metà dicembre una produzione giornaliera di 40.000 barili, poi scesa nei giorni successivi per via della domanda non altissima, conseguenza anche della crisi economica. L’obiettivo è assestarsi su una produzione di circa 50.000 barili che vengono convogliati tramite oleodotto alla raffineria e al porto di Taranto. Attualmente l’impianto dà lavoro a circa 300 persone tra dipendenti diretti e indotto ma si prevede di arrivare a un migliaio. Il giacimento di Corleto Perticara sono custoditi secondo le ultime stime 480 milioni di barili di greggio, il che fa della Basilicata il «Texas d’Italia»; da anni è già in funzione l’estrazione di idrocarburi nel vicino sito della Val d’Agri, gestito da Eni. Tempa Rossa è stata nel 2015 al centro di una inchiesta giudiziaria legata a pressioni per l’approvazione di alcuni emendamenti nella legge di stabilità. Il caso costò il posto all’allora ministra dello Sviluppo Federica Guidi (che non fu mai indagata). Nel 2017 la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per tutti gli indagati

5 gennaio 2021 (modifica il 5 gennaio 2021 | 14:15)

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