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Basta un raggio di sole dopo giorni di pioggia e un indice Rt che confermi la zona gialla, che in Campania è subito “liberi tutti”. È così che, a Napoli, un sabato qualunque, all’epoca dell’Italia a colori, diventa l’occasione giusta per riversarsi nelle strade, boccheggiando una parvenza di normalità. A nulla sembrano essere serviti mesi e mesi di ramanzine via facebook da parte dello sceriffo, il governatore Vincenzo De Luca. Inutili le minacce con il lanciafiamme e le ordinanze super restrittive: niente può dissuadere i nostalgici dell’aperitivo, reduci dal lungo confinamento domestico.

Dal quartiere vomero al centro storico, passando per i fantomatici baretti di Chiaia gli assembramenti sono una costante. A ridosso della chiusura dei bar, alle 18, tantissimi giovani affollavano i vicoletti della movida. Poche mascherine e nessun distanziamento, si sosta per strada aspettando il coprifuoco o l’intervento delle forze dell’ordine, che tardano. Stessa situazione lungo le vie dello shopping, prese d’assalto complici i saldi; traffico in tilt lungo le principali arterie cittadine. Scene da fine settimana pre-covid insomma, nonostante i numeri del bollettino che oggi, sabato 30 gennaio, attesta 1.366 i nuovi casi registrati e 22 decessi.

“Pochi controlli” e “vigilanza assente” lamentano i residenti dei quartieri presid’assalto, infastiditi dalla movida che torna e spaventati dal rischio contagio. Il clima è quello del rilassamento generale, noncurante della possibilità che si richiuda tutto, arretrando verso tonalità più vermiglie. D’altra parte in questi giorni la pandemia sembra essere finita in secondo piano, surclassata dalla crisi di governo, e anche la politica locale appare distratta da altre questioni.

Da un lato il presidente De Luca, grazie alle pungenti dirette Facebook, continua ad attaccare governo e M5s. Boccia le scelte del commissario Arcuri, denuncia mercimoni in Parlamento e denigra alcuni ministri, sostenendo che “avrebbero fatto fatica anche a essere impiegati come parcheggiatori abusivi”. Dall’altro c’è l’ormai ex sindaco Luigi de Magistris, sempre più attento alla “questione calabrese” da quando ha ufficializzato la sua candidatura a presidente della regione Calabria. Ha già una pagina facebook, sognando il successo social del “nemico” De Luca. Dice che è giunto “il tempo delcambiamento”, ma intanto si dimentica della sua città.


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