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Roma, 23 gen. (Adnkronos)

“Il ‘Vieni e vedi’ è un po’ il manifesto di ogni giornalista. Il Papa richiama quel che c’è già nel Vangelo: una spinta ad andare, vedere e raccontare in prima persona. A sentire quella chiamata fondamentale perché si corra sul posto dove le cose succedono, per documentare e osservare con i propri occhi la realtà. Il senso del giornalismo è dentro quel passaggio del Vangelo di Giovanni”. Così Alessio Lasta, giornalista e reporter della trasmissione Piazza Pulita su La7 condotta da Corrado Formigli, autore di inchieste bellissime sul Covid e non solo, commentando all’Adnkronos le parole di Papa Francesco nel suo messaggio per la 55esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali. “Una riflessione – ritiene – molto profonda sul senso del nostro lavoro”.

“Il giornalismo è anche un lavoro fisico che va là dove le cose accadono e soprattutto si mette in gioco”, dice Lasta riferendosi all’esortazione del Pontefice quando dice ‘consumate le suole delle scarpe’. “Già! Per stare ‘dentro’ le storie. Ogni giornalista, piuttosto che nella storia, deve stare ‘dentro’ la storia che va a raccontare – sottolinea Lasta – Non ne è il protagonista. Io non sono i parenti dei malati Covid che ho raccontato o i contagiati stessi. Questa è una distinzione importante, in quanto essere ‘dentro’ la storia vuol dire prendere consapevolezza che si sta raccontando un fatto. Che quel fatto è osservato da vicino, con empatia, non con distacco”.

Bisogna, infatti, “cercare di non essere un corpo estraneo”, spiega il giornalista. “Entrare in relazione con le persone, ponendosi al loro stesso livello, significa capire il proprio dolore”. Quando “il Papa cita San Paolo che racconta il Vangelo alle folle”, altro non è quello che dovrebbe essere il ‘mestiere’ del giornalista che “vive sulla propria pelle la storia da diffondere al prossimo”. Ma tutto questo “lo si può fare solo stando ‘dentro’ a ciò che si intende raccontare ritrovando lo spirito originario, l’andare nei luoghi più sperduti cercando il particolare. Che è pieno di pudore. Gli ultimi della Terra, infatti, non metteranno mai le loro vicende in primo piano. Quindi il cronista va a cercare il particolare, consuma le suole delle scarpe, entra dentro la storia e si mette in relazione. Ecco che allora si fa un ottimo servizio d’informazione”. E quando il Papa dice ‘quanta eloquenza vuota nella vita pubblica e nella politica’, “credo – conclude Lasta – voglia spronare ad assumere delle posizioni, abbiate il coraggio, voi politici, di proporre un’idea. Abbiate il coraggio di fare quello che, citando Paolo VI, la politica dovrebbe essere, ovvero la ‘più alta forma di carità'”. Ossia, la cura degli ultimi.


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