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Roma, 22 gen. (Adnkronos)

”Sicuramente il fenomeno suprematista nasce negli Usa e nei paesi anglosassoni e poi si diffonde un po’ ovunque. Da noi possiamo dire che questi gruppi, che fanno riferimento al fenomeno del suprematismo, ancora stanno muovendo i primi passi, abbiamo al momento varie situazioni che si stanno evidenziando ma sono in uno stato embrionale”. Lo dice all’Adnkronos Eugenio Spina, capo del Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo interno, parlando dell’operazione della polizia che oggi ha portato all’arresto di un 22enne di Savona sottolineando che ”in questa fase possiamo dire che questo fenomeno è sotto controllo, con tutte le difficoltà che si possono incontrare nell’andare a scovare comunicazioni su chat ristrette a cinque o sei persone su piattaforme riservate che offrono l’anonimato”.

”Noi cerchiamo di fare del nostro meglio, l’impegno è massimo anche in questa direzione: purtroppo questo versante da tre anni a questa parte sta assumendo un rilievo – aggiunge – Non bisogna essere preoccupati ma non bisogna sottovalutarlo. Siamo polizia di prevenzione finché ci riusciamo facciamo del nostro meglio”.

La battaglia al suprematismo bianco e al terrorismo interno, evocata anche dal presidente Joe Biden nel suo discorso di insediamento, ”è importante”, aggiunge Spina sottolineando che però l’operazione antiterrorismo di oggi ”è un’attività che nasce mesi addietro e non è in concomitanza con i fatti successi in America”.

‘Approfondiamo figure suprematisti capaci di passare ad azione concreta’

Quello che rende complicate le indagini su questo fronte, spiega il capo del Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo interno, ”è che è difficile capire quanti di questi giovani nel chattare dicano semplicemente sciocchezze, al di là di quelle che sono le loro effettive intenzioni, e quanti invece dai discorsi sul web poi sono capaci di passare anche all’azione concreta”. ”Noi – ha aggiunto – cerchiamo di enucleare queste seconde fattispecie, anche andando a fare attività di fioretto. Vogliamo cercare di approfondire quelle che ci appaiono come le situazioni più significative”.

”Questa indagine, per esempio, deriva da un’altra inchiesta che parte nel 2019 nei confronti di un altro giovane che aveva pubblicato sul web documenti molto forti, apologetici, inneggianti alla shoah, in cui c’erano delle progettualità molto forti – dice Spina – Documento che peraltro abbiamo riscontrato essere stato letto da tantissime persone. Questo giovane che abbiamo approfondito con la Digos di Torino, poi aveva altri contatti. Tra i contatti più qualificati c’era questo ragazzo di Savona. Avevano avviato fra di loro alcune chat ristrette a loro due, dove esternavano le progettualità e le strategia che volevano portare avanti. Tra le strategie c’era anche quella di costituire una vera e propria organizzazione terroristica, il cui nome era nuovo ordine sociale”.

Per reclutare adepti si erano inventati un questionario da sottoporre a chi avesse intenzione di aderire a questa nuova organizzazione – racconta – L’ideologia era sicuramente di stampo nazionalsocialista, contenuti apologetici, certamente non veniva riconosciuta la shoah e quindi situazioni di negazionismo e discriminazione razziale. Si inneggiava, e questo ci può portare a situazioni presenti in Nord America, anche se questo gruppo da qualche mese è stato smantellato dai loro stessi componenti, all’AtonWaffen Division, che negli Stati Uniti era particolarmente attivo. Loro si erano scaricati dei video proprio aderenti a questo gruppo”.

‘Disagio familiare e problematiche adolescenza possono portare a radicalizzazione, ideologia a loro sembra soluzione’

”Vi sono anche diretti riferimenti alla possibilità di fare la ‘school shooting’, quindi eccidi in ambiti scolastici. Si definivano loro stessi appartenenti alla corrente Incel – racconta – Queste cose le inserivano anche nelle chat che venivano lette anche da altre persone. Nel momento in cui tu inneggi a queste situazioni puoi sempre trovare qualcuno che alla fine ti segua. I due principali protagonisti di queste chat erano persone molto convinte. Avevano problematiche di natura familiare e lì torniamo a quello che abbiamo visto in altre situazioni con altre ideologie più religiose. Disagio familiare magari problematiche avute nell’adolescenza ti portano a una radicalizzazione progressiva, che non avviene nell’arco di una settimana, ma col tempo. Queste persone sono magari istigate da altre e ritengono di vedere nell’ideologia che loro sposano una risoluzione ai tanti problemi e ai tanti disagi che hanno incontrato nell’adolescenza”.

Quanto alla ”pianificazione concreta di un evento delittuoso” da parte del 22enne arrestato, Spina spiega che ”non c’era” però ”noi non possiamo rischiare con soggetti che magari si costruiscono e si assemblano un ordigno a livello artigianale e si fanno anche saltare in aria, perché comunque è successo”.

”Per fortuna in Italia no – aggiunge – ma negli Stati Uniti in più circostanze abbiamo avuto soggetti che entrano nei centri commerciali e fanno strage di stranieri e di chi non la pensa come loro. Oppure, come si è recentemente verificato, persone che pure si rifanno a questi movimenti si fanno saltare all’interno di autovetture”. Rispetto alle altre persone che sono state perquisite, tra cui ce ne sono anche alcune che non sono indagate ma che erano in contatto del ragazzo di Savona, Spina conclude che ”nei loro confronti si vedrà cosa emergerà anche sulla base del materiale che abbiamo sequestrato”. (di Giorgia Sodaro)


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