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Roma, 20 gen. (Adnkronos)

“La logica dei social è una logica di libertà, e qualunque tipo di censura comporta che ci sia un’autorità che decida al posto di altri. Sono stato contrario fin da subito all’idea di Facebook di censurare Trump. Il campo in cui avviene lo scambio di idee su internet è la libertà per tutti”. Così all’Adnkronos il sociologo, scrittore ed ex preside della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università la Sapienza di Roma Domenico De Masi.

Intervenendo sulle polemiche legate alla censura sui social, infuocatesi sulla scia del ‘blocco’ da parte di Facebook e Twitter nei confronti di Donald Trump e del suo staff e proseguite anche in Italia con le sospensioni temporanee di alcuni profili e testate giornalistiche, il sociologo osserva: “Invece di censurarlo, bastava che milioni di americani scegliessero di non seguire Trump e di dire la loro contrapponendosi alle sue idee -spiega De Masi- La mia idea è che internet deve restare libero, con la censura non si fa altro che favorire la pigrizia di chi la pensa diversamente”.

“Se tutti quelli che sono contro Trump avessero detto la loro ogni volta che Trump diceva una balla, anche Trump sarebbe stato neutralizzato -spiega ancora meglio l’esperto- La censura non fa altro che consentire a chi non è d’accordo di restare nell’ombra, non impegnarsi e non metterci la faccia”. Insomma: “Sono 88 milioni quelli che hanno votato Biden. Se 88 milioni di messaggi avessero confutato Trump, non ci sarebbe stato bisogno di censurarlo. Così, hanno trasformato un dittatore in un martire”, conclude.


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