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Milano, 16 gen. (Adnkronos Salute)

Perché l’Italia vive una nuova emergenza Covid? “L’errore è stato non fare nulla per mettere in sicurezza le persone anziane. Mentre abbiamo chiuso i giovani in casa, in didattica a distanza limitando i loro contatti relazionali, le abitudini delle persone anziane non sono cambiate affatto. Questo non vuol dire che la soluzione sia chiudere gli anziani in casa, ma certamente si sarebbe potuto trovare il modo di differenziarne orari e trasporti”. Resta convinto di questo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria, intervistato da ‘Il Giornale d’Italia’.

“Ad esempio – precisa – la mattina alle 7.30 è più giusto che il mezzo di trasporto pubblico lo prenda il 40enne che si reca sul posto di lavoro piuttosto che l’85enne. Al supermercato, se vogliamo evitare che ci siano contagi, magari meglio che il sabato mattina ci vanno solo quelli che lavorano e non le persone anziane. Una serie di cose importanti che non si sono mai volute fare, forse anche per una questione politica. Inoltre, si doveva limitare ulteriormente le visite dei nipoti dai nonni. Queste cose andavano fatte in maniera molto più rigorosa”.

Per l’esperto “il comportamento delle singole persone, in questa fase, è assolutamente importante e dobbiamo continuare a sottolinearlo. Mi pare che gli italiani si siano comportati mediamente bene con qualche eccezione. Qualcuno, probabilmente, non ha ancora capito che se ci si distanzia e si usa bene la mascherina si può tornare progressivamente ad una situazione di normalità. E’ evidente che più gli atteggiamenti sono lascivi e più tardi torneremo alla normalità dal momento che, evidentemente, se le persone non seguono le regole i casi continueranno ad aumentare e il sistema sanitario a soffrire e conseguentemente le regole saranno sempre più restrittive. I comportamenti individuali sono quelli che influenzano il tutto”.

“Poi indubbiamente è necessario che i comportamenti individuali siano supportati da un’organizzazione”, continua l’infettivologo. “Se per andare a lavorare devo salire su un mezzo pubblico affollato, posso indossare tutte le mascherine che voglio, ma alla fine mi contagio e mi infetto ugualmente. Secondo me sicuramente c’è una responsabilità del singolo, ma poi anche una responsabilità di tipo organizzativo. Fondamentalmente noi da un anno conviviamo con il Covid, non mi pare che alcune cose siano cambiate in maniera importante. Vedo spesso fotografie di trasporti pubblici molto affollati e quindi, indubbiamente, c’è un problema di organizzazione”.

“Comunque – osserva ancora Bassetti – si tende a pensare sempre che a comportarsi bene debba essere qualcun altro. Basta pensare a quello che è successo qualche giorno fa quando il presidente del Consiglio è uscito dal Quirinale per tornare a Palazzo Chigi. I giornalisti accalcati attorno al presidente, a mio parere, è un assembramento. Si tratta di comportamenti errati che, se esercitati da chi ricopre cariche pubbliche, risultano ancora più gravi”.

Le nuove misure prese dal Governo sono corrette? Cosa potrebbe essere migliorato? “Le misure prese dal Governo sono rigorosamente scientifiche e vanno nella direzione di un rigore massimo, a me piace come impianto – commenta lo specialista – Si lavora sulla base dell’Rt, sulla base del riempimento degli ospedali e sulla capacità di fare sistema da parte delle Regioni. Poi si può argomentare sul fatto che le soglie potevano essere alzate un po’, ma almeno c’è rigore”.

“Io credo – spiega Bassetti – che quello che stiamo facendo oggi, cioè ritornare alla divisione in Regioni, sia più sensato rispetto a quello che abbiamo fatto durante il periodo di Natale che era assolutamente insensato. Basta guardare adesso che ci sono Regioni arancioni, gialle e rosse: non capisco per quale motivo 15 giorni fa l’Italia era divisa in regioni rosse e arancioni. Inoltre, mi pare che la decisione scellerata presa non sia stata particolarmente efficace, perché oggi se abbiamo in alcune Regioni un numero così alto di contagi e ospedalizzazioni evidentemente è anche legato al fatto che alcune misure che andavano bene per alcune Regioni, per altre non andavano bene. Ben venga ritornare a questo sistema a colori, che non è altro che un sistema di geolocalizzazione delle decisioni, cioè a seconda di come vanno le cose si organizza la reazione da parte del sistema”.

“L’unica cosa che in questo sistema potrebbe essere in qualche modo migliorato – conclude – riguarda il fatto che i colori che sono stati dati ieri si riferiscono essenzialmente a 10-14 giorni prima. Forse bisognerebbe trovare uno strumento più dinamico che non implichi firmare un Dpcm per cambiare i colori. Però, bisogna dire una cosa a parziale giustificazione a quello che fa il Governo: ovviamente i provvedimenti presi devono essere mantenuti per un periodo sufficientemente lungo affinché funzionino”.


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